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Mandei
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I mwbamandei (dal termine mwbqmanda, cioè «mwbggnosi», «mwbwsaggezza»), in mwcalingua mandea מנדעניא, mwcqMandaʾnāye, mwcgin arabo الصابئة المندائيون?, al-Ṣābiʾa al-Mandāʾiyyūn (Sabei mandei), detti anche mwcwCristiani di San Giovanni, sono i seguaci dell'unica comunità religiosa di origine mwdagnostica tuttora esistente. Tracce della loro esistenza si trovano in documenti risalenti al mwdqIII secolo.
Contents
• Storia
• Simbolo
• Note
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Storia
Alcuni studiosi suppongono che i mandei derivino da una mwkgsetta, quella dei mwkwNazareni, originaria del mwlaVicino Oriente. A causa delle persecuzioni romane del mwlqI secolo i mandei abbandonarono la Palestina; alcuni si trasferirono nelle terre dei Parti e in Persia sotto il regno dei mwlgSasanidi, altri si stabilirono nella città di mwlwHarran. Questi ultimi si scontrarono con i primi mwmacristiani e dovettero lasciare la regione per rifugiarsi nella mwmqBabilonia meridionale.
Altri studiosi, invece, pensano che i mandei siano originari della mwnaMesopotamia, la fertile regione sita tra i fiumi mwnqTigri ed mwngEufrate. Altri ancora arrivano a supporre che la setta sia stata fondata da mwnwGiovanni Battista o, quantomeno, dagli mwoaEsseni.
Nel celeberrimo mwogmwowIl tramonto dell'Occidente (1918), mwpaOswald Spengler suggerisce che mwpqGesù Cristo, divenuto discepolo del Battista, abbia da loro assorbito l'idea del mwpgmandeismo.
Questo dubbio sulle loro origini divide gli studiosi sulla loro collocazione, infatti alcuni pensano che il Mandeismo sia una mwqaeresia cristiana dei primi secoli, altri pensano che sia una gnosi pre-cristiana, e un terzo partito è convinto che il loro sistema si fondi su un mwqqsincretismo tra elementi cristiani, mwqggiudei e mwqwmanichei.
I testi sacri più antichi risalgono al II-mwrgIII secolo d.C.cite-ref-4[4] e sono scritti in una lingua, il mwswmandaico, varietà di mwtaaramaico molto simile a quella usata dagli Ebrei in fuga da Gerusalemme dopo la distruzione del secondo tempio ad opera dei Romani nel 70 d.C. I fuggiaschi probabilmente si unirono agli Ebrei rimasti a mwtqBabilonia dopo l'esilio del VI secolo a.C.
È storicamente accertato, invece, che, con l'arrivo degli mwtwArabi in Mesopotamia nel mwua636, ai mandei fu inizialmente riconosciuta una certa autonomia, in quanto identificati con i misteriosi mwuqSabei, citati dal mwugCorano; ma in seguito, poiché per la maggioranza dei mwuwmusulmani i mandei non facevano parte delle "mwvareligioni del libro" (ebrei, cristiani, musulmani), essi non furono più tutelati e per poter sopravvivere, dovettero emigrare nella regione paludosa dello mwvqShatt al-'Arab, dove sono sopravvissuti fino ad oggi.
L'ascesa al potere di mwvwSaddam Hussein nel mwwa1979 inaugurò un nuovo periodo di repressione verso i mandei, che culminò dopo la mwwqPrima Guerra del Golfo. Tra il mwwg1991 ed il mwww1993 il regime mwxaba'thista iracheno soffocò nel sangue le ribellioni delle popolazioni mwxqsciite dell'Iraq meridionale. Con l'occasione il mwxgdittatore colpì anche la comunità mandea, disperdendola e distruggendone le abitazioni.
Dopo l'abbattimento del regime di Saddam Hussein la persecuzione violenta da parte di mwyaintegralisti islamici sta minacciando seriamente la sopravvivenza dei mandei in mwyqIraq. Molti si sono rifugiati nelle terre dell'Iraq settentrionale, dove le popolazioni di etnia mwygcurda, predominanti, mostrano maggiore tolleranza verso le altre religioni. Altri (parecchie migliaia) sono stati costretti a lasciare il paese.
Diffusione
A causa delle persecuzioni subite, negli ultimi decenni il loro numero si è drasticamente ridotto da circa 150.000 a 60.000cite-ref-monitor-1-1[1] - 70.000cite-ref-yaledailynews-2-1[2], di cui 10.000 nel l'Iran meridionalecite-ref-5[5] e un numero di poco inferiore nella provincia mwcqiraniana del mwcgKhūzestāncite-ref-saving-6-0[6].
Comunità di mandei si sono rifugiate in mweaEuropa occidentale (di cui 8.500 in mweqSveziacite-ref-7[7]), mwfgAustralia, mwfwStati Uniti, mwgaCanada e mwgqNuova Zelanda, mentre alcune migliaia vivono come profughi in mwggSiria ed in mwgwGiordaniacite-ref-8[8].
Il Mandeismo
La dottrina
Il Mandeismo è una religione mwiwmonoteista. Il suo è un sistema basato sostanzialmente sul mwjadualismo gnostico: la contrapposizione tra un mwjqdio supremo del Mondo del Bene e della Luce (mwjgMalka d-nhura), circondato da mwjwangeli (mwkaUthrê), dei quali il più importante è mwkqManda d-Haiyê (Gnosi di Vita), e il mondo del Male e delle tenebre, abitato da mwkgdemoni, il cui capo è mwkwRuha, lo spirito malvagio.
L'uomo vive nel mondo delle tenebre, che però abbandona nel momento della mwlqmorte. Dopo la morte, ogni mwlganima passa attraverso degli stadi intermedi fino ad arrivare al regno della luce. Secondo la tradizione mandea, arriverà un messaggero che traghetterà le anime dal mondo dell'oscurità al regno della luce e questo sarà il segnale per la fine del mondo delle tenebre. Al termine esisterà solo il regno della luce e il tempo della sofferenza si sarà esaurito.
I mandei hanno per esempio in comune con l'ebraismo le figure di mwmaAdamo ed mwmqEva, ma per loro Eva non nacque da una costola di Adamo, bensì fu un regalo del dio del regno della Luce per Adamo. Similmente ai cristiani, i mandei celebrano la mwmgdomenica, ma soprattutto il mwmwbattesimo (mwnaMasbütä).
Come in quasi tutte le sette gnostiche, inoltre, essi separano il mwngGesù terreno (mwnwIshu Mshiha), talora considerato persino un impostore e smascherato dall'angelo mwoaAnosh Uthrà, dal mwoqCristo spirituale, il mwogManda d-Haiyê, disceso sulla Terra per la prima volta in occasione del mwowbattesimo da parte di mwpaIuhana Masbana (mwpqGiovanni Battista) nel mwpgGiordano.
I testi sacri dei mandei sono il mwqaGrande Tesoro (mwqqGinza Rabba) o mwqwLibro di Adamo, il mwraLibro di Giovanni Battista (mwrqDrashia d-Yahia) e il "libro canonico delle preghiere". Il "Ginza Iamina" è stato tradotto nel mwrw1925 dallo studioso di religioni tedesco Mark Lidzbarski.
Non esiste alcuna norma che proibisca ai credenti di convertirsi ad un'altra religione o che impedisca o imponga a credenti di altre religioni la conversione al Mandeismo. Un mandeo, però, perde l'appartenenza alla propria comunità religiosa attraverso il mwtamatrimonio.
Altri importanti pilastri della religione mandea sono la preghiera, il digiuno e il prendersi cura degli altri.
«Dal momento che adorano un solo Dio, praticano il battesimo, celebrano la domenica come giorno festivo e riveriscono un profeta di nome Giovanni, i Mandei erano stati scambiati dai missionari europei del sedicesimo secolo per una delle molte e diverse sette cristiane della regione. In realtà, la loro religione è affatto distinta dal cristianesimo. Credono in un paradiso, ma lo chiamano il Mondo della Luce; credono in uno spirito maligno, che però, contrariamente a
Satana
, è femminile e si chiama Ruha; e credono nel battesimo come condizione necessaria per entrare nel Regno della Luce, benché per loro debba essere impartito con acqua corrente, mentre i bambini che muoiono senza battesimo trovano eterno conforto su alberi i cui frutti hanno le forme delle mammelle delle loro madri. Il loro
Giovanni è il Battista
, non
l'Evangelista
, e sebbene il Battista compaia nei testi cristiani come seguace di Gesù, i Mandei lo considerano un profeta maggiore.»
(Russell, p. 27)
Il battesimo
Per i mandei, Giovanni Battista fu l'ultimo dei profeti e come tale battezzò il Cristo spirituale, pertanto la cerimonia del battesimo s'ispira ai battesimi da lui celebrati. Ogni mandeo viene battezzato più volte, ma l'ottimo sarebbe ricevere il battesimo ogni domenica poiché, secondo la concezione mandea, durante la cerimonia del mwugMasbütä ci si avvicina al regno della luce sempre di più. Grazie alla tripla immersione rituale, il battezzato viene purificato dai peccati commessi ed entra in contatto col mondo della luce permettendo la guarigione dalle malattie e la cacciata dei demoni.
Il battesimo mandeo viene celebrato presso acque correnti, sempre chiamate mwvaGiordano (mwvqYardna). Il candidato, vestito con un abito bianco formato da sette pezzi, viene guidato in acqua dal mwvgsacerdote e immerso per tre volte. Durante il rito, la vita si ferma per un istante e, dopo il battesimo, riprende a scorrere con nuovo vigore.
Simbolo
Il mwwwDarfesh è il simbolo della religione Mandea. Si tratta di un bastone a forma di croce sul quale è posato un drappo bianco. È simbolo del battesimo nel Tigri. Apparve sulla terra al momento del battesimo di Giovanni Battista nel Giordanocite-ref-9[9].
Note
cite-note-monitor-11. ↑ mw0q(mw0gmw0wEN) mw1amw1qWho Cares for the MANDAEANS?, su mw1gAustralian Islamist Monitor.
cite-note-yaledailynews-22. ↑ mw3a(mw3qmw3gEN) Kai Thaler, mw3wmw4aIraqi minority group needs U.S. attention, su mw4qYale Daily News, 9 marzo 2007.
cite-note-33. ↑ Delle due componenti del mw5qTalmud babilonese la mw5gMishnah è scritta in mw5webraico mw6amishnaico e la mw6qGhemara è scritta, con solo qualche eccezione, in un particolare mw6gdialetto noto come mw6waramaico-mw7aebraico mw7qbabilonese (cfr. mw7g(mw7wmw8aEN) mw8qmw8gJudaic Treasures of the Library of Congress: The Talmud, su mw8wjewishvirtuallibrary.org, American-Israeli Cooperative Enterprise).
cite-note-44. ↑ Opinione della storica Jorunn Buckley.
cite-note-55. ↑ mw-g(mw-wmw-aEN) Karlos Zurutuza, mw-qmw-gDisciples of John the Baptist also flee ISIS, su mw-wipsnews.net, Inter Press Service, 8 novembre 2014. mwaqaURL consultato il 10 ottobre 2023.
cite-note-saving-66. ↑ mwaqq(mwaqumwaqyEN) Russell Contrera, mwaqcmwaqgSaving the people, killing the faith, su mwaqkhollandsentinel.com, The Holland Sentinel – Holland, MI. mwaqoURL consultato il 17 dicembre 2011 mwaqs(archiviato dall'mwaqwurl originale il 6 marzo 2012).
cite-note-77. ↑ mwara(mwaremwariEN) Ivar Ekman, mwarmmwarqAn exodus to Sweden from Iraq for ethnic Mandaeans, in mwarumwaryThe New York Times.
cite-note-99. ↑ mwar8mwasaDrasa d-Yahya mwase[mwasiLibro di Giovannimwasm].
Bibliografia
• mwascEdmondo Lupieri, I mandei. Gli ultimi gnostici, Brescia, Paideia, 1993, ISBN 88-394-0488-0.
• citerefrussellGerald Russell, Regni dimenticati. Viaggio nelle religioni minacciate del Medio Oriente, Milano, Adelphi, 2016, ISBN 978-88-459-3091-1.
• mwaso(EN) Ibn al-Nadim, The Fihrist: A 10th Century Ad Survey of Islamic Culture, New York, Columbia University Press, 1970.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mandei
Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-italiana-1934Giorgio Levi Della Vida, MANDEI, in Enciclopedia Italiana, vol. 22, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• mwato(EN) sito ufficiale, mwatsMandaean Associations Union
• mwat0Preghiera funebre mandea, su gnosis.org.
• mwat8Recensione del libro I mandei. Gli ultimi gnostici, dal sito ancorastore.it, su ancorastore.it.